C’è un nuovo obbligo che molti imprenditori stanno scoprendo solo ora, spesso quando presentano domanda per un contributo e si sentono dire che manca un requisito: l’assicurazione contro gli eventi catastrofali. Non è una novità di quest’anno in senso stretto — è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 — ma è nel 2026 che sta diventando concreta per la maggior parte delle piccole e medie imprese, con le scadenze che scattano a scaglioni.
Vale la pena capirla bene, perché il rischio non è tanto una multa quanto qualcosa che tocca da vicino chi lavora con i bandi: senza polizza, l’accesso a molti contributi pubblici può essere precluso.
Cos’è la polizza catastrofale
È un’assicurazione che copre i danni ai beni aziendali causati da eventi naturali catastrofali: terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. I beni tutelati sono quelli strumentali all’attività: terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali.
L’obiettivo dichiarato dal legislatore è proteggere il tessuto produttivo italiano da eventi sempre più frequenti, riducendo al tempo stesso il ricorso agli interventi statali di emergenza dopo ogni calamità.
Chi è obbligato e da quando
L’obbligo riguarda le imprese con sede o beni in Italia iscritte al Registro delle imprese. Le scadenze sono state fissate in modo scaglionato per dimensione:
- Grandi imprese: obbligo già operativo.
- Medie imprese (50-249 dipendenti, con fatturato oltre 10 e fino a 50 milioni di euro): dal 1° ottobre 2025.
- Micro e piccole imprese: termine generale fissato al 31 dicembre 2025, con una proroga al 31 marzo 2026 disposta dal Decreto Milleproroghe per alcuni settori specifici — tra cui pesca e acquacoltura e le micro e piccole imprese della somministrazione di alimenti e bevande e della ricettività turistica.
Le scadenze e le esclusioni sono state ritoccate più volte: prima di agire conviene sempre verificare la fascia esatta della propria impresa e i termini aggiornati.
Perché ti riguarda anche se pensi di poterla rimandare
Qui sta il punto che interessa di più chi segue i bandi. La normativa non prevede una sanzione diretta per chi non si assicura, ma stabilisce che l’inadempimento dell’obbligo va tenuto in conto nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche, comprese quelle attivate in seguito a eventi calamitosi.
In pratica: puoi avere il progetto migliore per un voucher o un incentivo, ma se non hai adempiuto all’obbligo assicurativo rischi di vedertelo negare. Per una serie di incentivi l’accesso è consentito solo a chi è in regola con la polizza. È un requisito “silenzioso” che si scopre spesso troppo tardi.
Cosa fare, in pratica
- Individua la tua fascia dimensionale (micro, piccola, media o grande): determina la scadenza che ti riguarda.
- Stipula la polizza con una compagnia autorizzata, verificando che copra effettivamente gli eventi previsti dalla norma sui beni strumentali.
- Conserva la documentazione: ti servirà come requisito quando presenterai domande per contributi e bandi.
Un consiglio pratico: tratta la polizza catastrofale come tratti il DURC o la firma digitale, cioè come un requisito di base da avere sempre pronto, non come un adempimento da rincorrere all’ultimo quando esce il bando giusto.
Le scadenze e i requisiti in materia di polizze catastrofali sono stati modificati più volte. Prima di stipulare o presentare domande, verifica le condizioni aggiornate sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e con un intermediario assicurativo.