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Nuova Sabatini — Beni Strumentali 4.0

Nuova Sabatini: contributo in conto impianti alle PMI su finanziamenti da 20.000 a 4 milioni di euro per macchinari, hardware, software e beni 4.0.

Apertura reale 1 gennaio 2023
Budget massimo Rifinanziata con 650 mln per il biennio 2026-2027; finanziamento da €20.000 a €4.000.000 per impresa, contributo 2,75% (5,5% per beni 4.0/green)
Scadenza 31 dicembre 2026
Territorio Tutto il territorio nazionale

La Nuova Sabatini sostiene le micro, piccole e medie imprese di tutto il territorio nazionale che investono in macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo e hardware, oltre che in software e tecnologie digitali. L’agevolazione combina un finanziamento bancario o in leasing di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro con un contributo in conto impianti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, calcolato sugli interessi di un piano convenzionale a cinque anni. Per gli investimenti 4.0 il tasso di calcolo del contributo sale al 3,575%, con la maggiorazione del 30% prevista dalla legge 232 dell’11 dicembre 2016.

A chi è rivolto

Possono accedere le micro, piccole e medie imprese (PMI) che, alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria né sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e non restituito (o depositato in un conto bloccato) aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà;
  • hanno sede legale o una unità locale in Italia. Le imprese non residenti devono dimostrare il possesso dell’unità locale in Italia in sede di richiesta di erogazione del contributo.

Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, con la sola eccezione delle attività finanziarie e assicurative (sezione L della classificazione ATECO 2025).

La linea Nuova Sabatini Capitalizzazione si rivolge alle PMI che, oltre ai requisiti sopra elencati, sono costituite in forma di società di capitali, sono impegnate in un processo di capitalizzazione e non annoverano tra amministratori o soci persone condannate in via definitiva per il reato di cui all’articolo 2632 del codice civile.

Cosa finanzia

I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”, ossia alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’attivo dello stato patrimoniale (articolo 2424 del codice civile, principio contabile OIC n. 16), oltre a software e tecnologie digitali.

Non sono ammissibili le spese:

  • relative a terreni e fabbricati;
  • relative a beni usati o rigenerati;
  • riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”.

Gli investimenti devono inoltre rispettare due requisiti: l’autonomia funzionale dei beni (non si finanziano componenti o parti di macchinari che non la soddisfano) e la correlazione dei beni all’attività produttiva svolta dall’impresa.

I beni materiali e immateriali “industria 4.0” ammessi al contributo maggiorato sono quelli individuati negli allegati 6/A e 6/B alla circolare 15 febbraio 2017 n. 14036 e successive modifiche; l’elenco dei beni immateriali è stato aggiornato con la circolare n. 269210 del 3 agosto 2018. Sulla riconducibilità di un bene a quegli elenchi è possibile richiedere un parere tecnico al Ministero, via PEC alla Direzione generale per la politica industriale, l’innovazione e le PMI.

Gli investimenti green riguardano l’acquisto o l’acquisizione in leasing finanziario di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità di prodotti e processi produttivi. Il decreto interministeriale 22 aprile 2022 richiede, per il contributo maggiorato, il possesso di un’idonea certificazione ambientale di processo oppure di prodotto.

Importo e contributo

L’agevolazione si compone di due elementi: un finanziamento concesso da banche e intermediari finanziari aderenti all’Addendum alla convenzione tra Ministero, ABI e Cassa depositi e prestiti S.p.A., e un contributo ministeriale rapportato agli interessi su quel finanziamento. L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario o dal leasing.

Caratteristiche del finanziamento:

  • durata non superiore a 5 anni;
  • importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro;
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili;
  • assistibile dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” (art. 2, comma 100, lettera a, legge n. 662/96) fino all’80% dell’ammontare del finanziamento.

Il contributo è in conto impianti e corrisponde al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento di cinque anni di importo pari all’investimento, ai tassi annui seguenti:

Tipologia di investimentoTasso annuo convenzionale
Investimenti ordinari2,75%
Investimenti 4.03,575%
Investimenti green (domande dal 1° gennaio 2023)3,575%
Capitalizzazione — micro e piccole imprese5%
Capitalizzazione — medie imprese3,575%

La linea Capitalizzazione, prevista dall’articolo 21 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (convertito dalla legge 28 giugno 2019, n. 58), si applica alle domande presentate a partire dal 1° ottobre 2024; requisiti, condizioni e modalità di accesso sono definiti dal decreto interministeriale 19 gennaio 2024, n. 43, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 80 del 5 aprile 2024.

Come presentare domanda

La domanda di accesso al contributo si presenta alla banca o all’intermediario finanziario, insieme alla richiesta di finanziamento, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge. La compilazione e la gestione delle domande avvengono sulla piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it.

L’iter è il seguente:

  1. Solo per la linea Capitalizzazione, la PMI delibera l’aumento di capitale sociale secondo l’articolo 5 del decreto interministeriale 19 gennaio 2024, n. 43 e il punto 5.4 della circolare n. 410823 del 6 dicembre 2022 e successive modifiche.
  2. La PMI presenta alla banca o all’intermediario la domanda di accesso al contributo insieme alla richiesta di finanziamento.
  3. La banca verifica regolarità formale, completezza della documentazione e requisiti soggettivi di dimensione d’impresa, quindi trasmette al Ministero la richiesta di prenotazione delle risorse.
  4. Confermata dal Ministero la disponibilità totale o parziale delle risorse, la banca può concedere il finanziamento utilizzando la provvista costituita presso Cassa depositi e prestiti S.p.A. oppure una diversa provvista; adotta la delibera e la trasmette al Ministero con la documentazione dell’impresa.
  5. Il Ministero adotta il provvedimento di concessione, indicando investimenti ammissibili, agevolazioni concedibili, piano di erogazione, obblighi e impegni a carico del beneficiario, e lo trasmette all’impresa e alla banca.
  6. Solo per la Capitalizzazione, entro e non oltre trenta giorni dal provvedimento di concessione la PMI sottoscrive l’aumento di capitale, effettuando poi i versamenti nei termini previsti.
  7. La banca stipula il contratto di finanziamento ed eroga la somma in un’unica soluzione all’impresa oppure, in caso di leasing finanziario, al fornitore entro trenta giorni dalla consegna del bene o dal collaudo se successivo. La stipula può avvenire anche prima della ricezione del decreto di concessione.
  8. A investimento ultimato e previo pagamento a saldo dei beni, la PMI compila in formato digitale la richiesta di erogazione (modulo RU) sulla piattaforma e la trasmette al Ministero con la documentazione richiesta.

Scadenze

Non è previsto un termine di chiusura dello sportello: le domande sono collegate alla disponibilità delle risorse, che il Ministero conferma alla banca prima della concessione del finanziamento. Alla data di elaborazione del 13 luglio 2026 risultano disponibili 1.303.244.703,06 euro sulla misura Nuova Sabatini e 77.187.326,00 euro sulla Nuova Sabatini Capitalizzazione. La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro per il periodo 2026 e 2027.

Sul fronte dell’erogazione, il contributo è di norma corrisposto in quote annuali secondo il piano temporale indicato nel provvedimento di concessione, che si esaurisce entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell’investimento; dopo la trasmissione del modulo RU la PMI presenta la richiesta di pagamento su base annuale dalla piattaforma. L’erogazione in un’unica soluzione resta confermata per le domande presentate a decorrere dal 1° gennaio 2022 quando il finanziamento deliberato non supera 200.000,00 euro (articolo 1, comma 48, legge 30 dicembre 2021, n. 234).

Un’avvertenza sulle novità in arrivo: il decreto ministeriale 18 giugno 2025 ha adeguato la disciplina di alcuni incentivi all’obbligo di stipula di contratti assicurativi a copertura dei danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali. Per la Nuova Sabatini l’adeguamento avverrà con un successivo decreto interministeriale, attualmente in fase di finalizzazione.

Domande frequenti

La mia impresa può accedere se opera nel settore agricolo o della pesca?
Sì. Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca. L'unica esclusione riguarda le attività finanziarie e assicurative, cioè la sezione L della classificazione ATECO 2025. Le imprese della pesca possono essere iscritte nel Registro delle imprese di pesca anziché nel Registro delle imprese.
Qual è l'importo minimo e massimo del finanziamento e quanto può durare?
Il finanziamento deve essere di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro, con durata non superiore a 5 anni, e va interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili. L'investimento può essere coperto integralmente dal finanziamento bancario o dal leasing. Il finanziamento può inoltre essere assistito dalla garanzia del Fondo di garanzia per le PMI fino all'80% del suo ammontare.
Posso acquistare un macchinario usato o ricondizionato?
No. I beni devono essere nuovi. Non sono in alcun caso ammissibili le spese relative a beni usati o rigenerati, così come quelle relative a terreni e fabbricati e quelle riferibili a "immobilizzazioni in corso e acconti". I beni devono inoltre avere autonomia funzionale ed essere correlati all'attività produttiva svolta dall'impresa.
Quanto vale in più il contributo se investo in beni 4.0 o green rispetto a un investimento ordinario?
Il contributo è calcolato come valore degli interessi su un finanziamento convenzionale di cinque anni pari all'investimento: il tasso annuo è del 2,75% per gli investimenti ordinari e del 3,575% sia per gli investimenti 4.0 sia per quelli green (per le domande presentate dal 1° gennaio 2023). Per i beni 4.0 la maggiorazione del contributo è del 30% ed è prevista dalla legge 232 dell'11 dicembre 2016; per i beni green il decreto interministeriale 22 aprile 2022 richiede un'idonea certificazione ambientale di processo oppure di prodotto.
In quanto tempo ricevo il contributo dopo aver concluso l'investimento?
A investimento ultimato e dopo il pagamento a saldo dei beni si trasmette al Ministero la richiesta di erogazione (modulo RU) tramite la piattaforma. In linea generale il contributo viene erogato in quote annuali, secondo il piano temporale riportato nel provvedimento di concessione, che si esaurisce entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell'investimento; ogni anno va presentata la relativa richiesta di pagamento sulla piattaforma. L'erogazione in un'unica soluzione resta confermata per le domande presentate dal 1° gennaio 2022 con finanziamento deliberato non superiore a 200.000,00 euro.

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