Fonte: www.pd.camcom.it
Le micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità locale nella circoscrizione della Camera di Commercio di Padova potevano richiedere un voucher a fondo perduto fino a 7.000 euro, pari al massimo al 50% delle spese ammissibili, per l’acquisto di tecnologie digitali e per servizi di consulenza e formazione legati alla doppia transizione digitale ed ecologica. La dotazione complessiva del bando 2026 era di 510.000 euro, l’investimento minimo richiesto era di 3.000 euro e le domande si sono potute inviare dalle 11:00 del 30 luglio alle 19:00 del 31 luglio 2026 sulla piattaforma RESTART di InfoCamere. Lo sportello è chiuso: questa scheda resta come riferimento per l’edizione successiva.
A chi è rivolto
Il bando era rivolto alle micro, piccole e medie imprese di tutti i settori economici, secondo la raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE, con sede legale o unità locale nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Padova, attive e in regola con l’iscrizione al Registro delle Imprese. Erano escluse le imprese attive esclusivamente nella produzione primaria di prodotti della pesca e dell’acquacoltura.
Non potevano partecipare le imprese che avevano già ottenuto la concessione del contributo del bando per la doppia transizione digitale ed ecologica anno 2025 della Camera di Commercio di Padova, a prescindere dall’effettiva percezione del contributo, salvo rinuncia espressa nei termini comunicati dalla Camera di Commercio.
Ogni impresa poteva presentare un’unica domanda di contributo: in caso di più domande veniva tenuta in considerazione solo l’ultima presentata in ordine cronologico.
Cosa finanzia
Il bando finanziava progetti coerenti con la strategia del Piano Nazionale Transizione 5.0 che prevedessero l’acquisizione di tecnologie e di servizi di consulenza e formazione.
Tra le tecnologie ammissibili: manifattura additiva e stampa 3D, cloud, fog e quantum computing, cyber security e business continuity, intelligenza artificiale, infrastrutture per il calcolo ad alte prestazioni (HPC), robotica avanzata e collaborativa, realtà aumentata e virtuale, Internet of Things, big data e analytics, blockchain, sistemi gestionali integrati (ERP, MES, PLM, SCM, CRM), sistemi fintech, geolocalizzazione, sistemi di e-commerce (con sito attivo e intervento completato) e sistemi digitali per la sostenibilità e la transizione energetica.
Tra i servizi di consulenza: audit sul profilo digitale e green dell’impresa, predisposizione di piani di sviluppo, implementazione di sistemi di gestione della qualità, dell’energia o dell’ambiente secondo le norme ISO, servizi di matching con la ricerca pubblica, acquisizione temporanea di un Innovation Manager o Energy Manager, spese progettuali per le Comunità Energetiche Rinnovabili, consulenza ESG e interventi sul sito web o sul posizionamento nei motori di ricerca. La formazione, di durata non inferiore a 40 ore, doveva riguardare le risorse umane impiegate stabilmente in azienda su temi digitali o green.
Erano escluse, tra le altre spese, quelle per trasporto, vitto e alloggio, l’acquisto di tecnologie informatiche di base (PC, smartphone, tablet) non collegate a una tecnologia ammissibile, i servizi di consulenza fiscale, contabile o legale ordinaria, gli investimenti tramite leasing, i costi interni di personale, le fatture di importo inferiore a 200 euro e i servizi di manutenzione e assistenza.
Importo e contributo
| Voce | Valore |
|---|---|
| Dotazione complessiva | 510.000 euro |
| Voucher massimo per impresa | 7.000 euro |
| Intensità massima del contributo | 50% delle spese ammissibili |
| Investimento minimo ammissibile | 3.000 euro |
| Premialità aggiuntiva | 200 euro |
La premialità di 200 euro era riconosciuta alle imprese in possesso, alla data di presentazione della domanda, del rating di legalità oppure della certificazione della parità di genere (UNI/PdR 125:2022), nel rispetto dei massimali de minimis. I voucher venivano erogati con applicazione della ritenuta d’acconto del 4% dove applicabile. Le agevolazioni erano concesse in regime de minimis, con un massimale di 300.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica secondo il Regolamento UE n. 2831/2023.
Come presentare domanda
Le domande andavano trasmesse esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale del legale rappresentante in formato CADES (estensione .p7m), attraverso la piattaforma RESTART di InfoCamere, con autenticazione SPID, CNS o CIE. L’invio poteva essere delegato a un intermediario registrato sulla piattaforma.
Alla domanda andavano allegati l’Allegato A (modulo di domanda e dichiarazioni sostitutive) e l’Allegato B (prospetto riepilogo preventivi di spesa), compilati a video e firmati digitalmente, insieme ai preventivi di spesa non antecedenti al 1° gennaio 2026. Era inoltre richiesta la compilazione del report di self-assessment digitale “SELFIE 4.0”, non anteriore a 3 mesi rispetto alla domanda, e le fatture di rendicontazione dovevano riportare il Codice Unico di Progetto (CUP) con la dicitura “BANDO 26DT CCIAA PADOVA”.
Scadenze
La piattaforma RESTART è stata accessibile per il precaricamento della domanda dalle ore 10:00 dell’8 luglio 2026. L’invio telematico è stato possibile dalle ore 11:00 del 30 luglio 2026 alle ore 19:00 del 31 luglio 2026: le domande presentate prima o dopo questi termini sono state automaticamente escluse.
Le domande sono state valutate con procedura valutativa a sportello, in ordine cronologico di presentazione, con provvedimento di concessione entro 90 giorni dalla domanda. Le spese ammissibili dovevano essere sostenute entro 120 giorni dal provvedimento di concessione, termine ultimo di chiusura del progetto.
Domande frequenti
- Il bando 2026 è ancora aperto?
- No. La piattaforma RESTART ha accettato l'invio delle domande dalle ore 11:00 del 30 luglio 2026 alle ore 19:00 del 31 luglio 2026; per nuove richieste occorre attendere l'edizione successiva del bando della Camera di Commercio di Padova.
- Chi poteva richiedere il voucher?
- Le micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità locale nella circoscrizione della Camera di Commercio di Padova, attive e in regola con il Registro delle Imprese, escluse quelle attive esclusivamente nella produzione primaria di pesca e acquacoltura e quelle che avevano già ottenuto il contributo del bando doppia transizione 2025, salvo rinuncia espressa.
- Quanto valeva il contributo?
- Il voucher arrivava a un massimo di 7.000 euro, pari al 50% delle spese ammissibili, con un investimento minimo di 3.000 euro. Le imprese con rating di legalità o certificazione della parità di genere ottenevano una premialità aggiuntiva di 200 euro.
- Un'impresa poteva presentare più domande?
- No. Ogni impresa poteva presentare un'unica domanda di contributo: in caso di più domande veniva considerata solo l'ultima presentata in ordine cronologico.
- Come venivano valutate le domande?
- Con procedura valutativa a sportello, secondo l'ordine cronologico di presentazione. Il provvedimento di concessione arrivava entro 90 giorni dalla data di presentazione della domanda, comunicato via PEC.